Riti di possessione in Madagascar: il tromba

Il tromba è un fenomeno di possessione diffuso in tutto il Madagascar.
In tutte le sue varianti, il posseduto incarna lo spirito di un re. Ancora oggi i fenomeni di possessione diffusi presso la popolazione malgascia sono ritenuti, generalmente, opera di un tromba, ovvero dello spirito di un antico sovrano che si incarna in un vivente per elargire benedizioni, consigli o rimedi per le malattie. I posseduti sono generalmente donne, spesso nubili o sterili. Nella società malgascia, in cui la prole e la fertilità godono della più grande considerazione, la presenza di queste donne al centro di un rito molto sentito dalla popolazione è considerata dalla maggior parte degli interpreti, come una forma di riscatto sociale da una condizione subalterna.


Il tromba cui ho assistito si è svolto presso la dimora del Re di Ankarana. I re oramai ricorrono ai tromba a titolo privato e non più, come una volta, allo scopo di ricevere istruzioni sulla conduzione del regno. Anche alcuni politici di Madagascar invocano gli spiriti, soprattutto per ottenerne appoggio elettorale e consigli.
La venuta dello spirito è preceduta da uno stato di trance, che viene indotto con l’ausilio di musica, danza e numerose libagioni.


Il medium (saha o fondy) avvertito della visita di un paziente, si abbandona ad una serie di esercizi preparatori che contribuiscono al successo del suo intervento. Dopo la morte simbolica (rappresentata da un lenzuolo bianco con cui viene coperto il posseduto per qualche secondo) appare la nuova personalità.
Allora comincia la messa in scena: i posseduti (uomini o donne) si travestono e modificano la voce a seconda del sesso dello spirito. Innanzitutto, si sottopone all’abluzione che, in primo luogo, serve ad annullare ogni traccia di malefici (prodottisi in seguito ai diversi contatti che ha dovuto effettuare) e, in secondo luogo, gli conferisce la sacralità.


Pulito e sacralizzato, è pronto ad entrare in relazione con i tromba che hanno domicilio in lui e ad indirizzare loro invocazioni, spiegando le ragioni del suo appello.
Improvvisamente si produce la trance: il posseduto soffoca, lo sguardo diviene assente, l’espressione dolorosa o beata, l’andatura sonnambolica.
Quando il malato ritorna al suo stato normale non ricorda niente dell’accaduto, si sente molto debole.


Esistono la possessione “ordinaria” ed i “grandi posseduti”. Nella possessione detta “ordinaria” l’entrata dello spirito è consecutiva ad uno stato indotto di trance in cui si trova il posseduto tromba. Tuttavia la discesa dello spirito non è né automatica né fisiologicamente sempre possibile, infatti non sono rari i casi di persone che crollano, sfinite, prima che lo spirito si manifesti.
I “grandi posseduti” invece sono sempre in grado di assicurare il loro ruolo: agiscono così attraverso una possessione “tecnica”, nel senso che per passare dallo stato di individuo a quello di spirito è sufficiente cambiare vestiti e aspetto. Quindi i saha sono sempre disponibili per ogni consultazione che l’apparato politico, e particolarmente i reali, possa domandare loro.

© foto di Marina De Luca

 

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Una risposta

  1. Elisabetta Figus ha detto:

    Una realtà così differente da sembrare appartenere ad altre epoche. Marina come sempre riesce a portarci in altre dimensioni grazie alle sue immagini che con discrezione e rispetto raffigurano emozioni, sentimenti e suoni lontani. Ogni parola scelta per raccontare è un ponte senza spazio e senza tempo.
    Grazie

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