Mali: gli “scavatori” del fiume Niger

C’è un luogo a Bamako che somiglia in modo impressionante a un girone infernale dantesco. Tra i luoghi scabrosi del Mali, rappresenta più di ogni altro la difficoltà di vivere e, contemporaneamente, la tenacia di uomini e donne in un Paese dove tutto è dura fatica.
Li ho chiamati “scavatori del Niger”.
Li ho conosciuti a Kalaban-Coro, un quartiere di Bamako lungo le rive del Niger dove si radunano pinasse e barconi carichi della sabbia raccolta a mani nude dagli uomini nel letto del fiume. Basta seguire le lunghe di file di camion ai lati della strada per ritrovarsi all’improvviso in un luogo che sembra fuori del tempo, un luogo dove uomini e donne lavorano senza sosta come formiche instancabili.
Qui, un catino alla volta in bilico sulla testa, camminando di fretta sulle passerelle che uniscono le barche alla riva, le donne scaricano la sabbia formando grossi mucchi.
Qui gli uomini, a forza di muscoli, la trasferiscono sui camion con il solo uso di pale. Niente macchinari, tutto a forza di braccia e mani. Qua e là sventolano le bandiere delle imprese che permettono ai barconi e agli autisti di individuare il loro luogo di raccolta.

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