Qualche giornata in compagnia dei baka, i nomadi della foresta equatoriale

Nel folto della foresta equatoriale di Nki nel Camerun meridionale vivono ancora sparuti nuclei familiari di etnia baka, un popolo di cacciatori-raccoglitori che abitano le foreste da tempi immemori. Ma oggi, a causa della creazione di parchi nazionali e dell’assegnazione da parte del governo di grandi aree per adibirle a safari di caccia, questo antico popolo si trova sull’orlo dell’estinzione. Costretti ad abbandonare la lora casa, la selva, si ritrovano a vivere sedentari in piccoli villaggi perdendo così la loro identità e le loro tradizioni.
Partiti da Kilimba, un piccolo villaggio a 25 km da Moulondou, vicino al confine con il Congo Brazzaville, abbiamo attraversato diverse piantagioni di cacao e platano prima di addentrarci nella foresta equatoriale di Nki. Da oltre 5 ore marciamo al cospetto di alberi colossali avvinghiati tra loro da decine e decine di metri di liane e rampicanti. Piante epifite costellano i loro tronchi maestosi. Davanti a noi in una piccola radura si stagliano ora alcune mongulu, le tipiche abitazioni dei baka, i nomadi della foresta, costruite con rami e foglie.
Improvvisamente udiamo voci di bambini provenire da un vicino corso d’acqua nascosto tra la fitta vegetazione; ed ecco venirci incontro Benjamin, l’anziano capo villaggio che conosce bene i due baka che sono con me: Norbert la guida e Gaston il portatore.

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